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La provincia di Ancona ospita insediamenti fin dall'età del bronzo e dall'età del ferro. Il periodo proto-storico è caratterizzato dalla presenza sulla costa della colonia greca di Ancona e dalla diffusa e capillare presenza su tutta l'area regionale del popolo dei Piceni. Solo nel IV secolo a.C. la tribù dei Galli Senoni si attestò nella parte nord delle Marche interessando anche il territorio che oggi ricade sotto la provincia di Ancona.

Dopo la battaglia di Sentino (295 a.C.) ha inizio la romanizzazione sul versante adriatico. All'arrivo dei Romani nelle Marche le popolazioni locali cercarono inizialmente una convivenza pacifica e la provincia di Ancona attraversò un periodo di transizione tra le civiltà greca, picena, celtica e quella romana. Già nel II secolo a.C. non si hanno più testimonianze di residui insediamenti a cultura preromana. Durante il primo periodo imperiale il territorio della penisola italiana fu riorganizzato da Augusto in 11 regioni e l'attuale territorio provinciale si trovò a cavallo tra la Regio V Picenum (città di Ancona e Auximum, Aesis), l'Ager Gallicus (città di Sena Gallica, Suasa e Ostra) compreso nella Regio VI insieme all'Umbria romana che anch'essa in parte ricadeva sull'attuale territorio provinciale (città di Sentinum e Attidium).

A far da confine geografico tra le due regioni augustee sempre il fiume Esino. Alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente il territorio rimase tra i possessi dell'Impero Romano d'Oriente e fece parte della Pentapoli marittima. Il periodo tardo-antico alto-medievale è stato caratterizzato da un situazione di instabilità politica e militare per quanto riguarda la prima metà del VI secolo. La guerra greco-gotica (535-553 d.C.) è stata per queste zone molto cruenta e ha determinato l'abbandono di molte città romane soprattutto dell'entroterra. Rispetto alle città quasi completamente disabitate il porto ha avuto la funzione di polo aggregatore attorno al quale la vita cittadina non si è mai del tutto spenta. Dopo un breve periodo sotto il dominio longobardo, nel 774 d.C. la zona fu donata da Carlo Magno allo Stato della Chiesa.

Di questo periodo di dominazione longobarda, in concorrenza con i Bizantini, nella provincia restano evidenti tracce topografiche e antroponimiche: ad esempio il comune di Barbara porta nel suo nome e nei nomi caratteristici (Clodomiro, etc...) che i suoi abitanti si sono tramandati di generazione in generazione, evidenti tracce di questo periodo longobardo durante il quale l'abitato ha avuto origine. Basso medioevo. Con l'istituzione del Sacro Romano Impero fu creata la Marca di Ancona, che dopo aver assorbito le marche di Camerino e di Fermo comprese quasi tutta l’odierna regione Marche.

A partire dall'anno 1000 la Marca di Ancona iniziò un cammino verso l’indipendenza e si scontrò così più volte con il Sacro Romano Impero, che tentò ripetutamente di ristabilire il suo effettivo potere. Nel 1137 l'imperatore Lotario II fu respinto, e nel 1167 anche l'imperatore Federico Barbarossa. Nel 1174, quando il Barbarossa inviò ad Ancona il suo luogotenente, l'Arcivescovo Cristiano di Magonza, per sottomettere una buona volta la città la Marca uscì vittoriosa ancora una volta.

Nel primo anno di pontificato, Papa Innocenzo III istituì quattro province come ripartizione dello Stato Ecclesiastico e governate da funzionari di nomina papale, i rettori. Una di queste province era la Marca anconitana (o Marca anconetana, Marca d'Ancona) e fu confermata nelle Costituzioni egidiane del 1357, emanate dal cardinale Egidio Albornoz. Nel 1797 furono firmati l'armistizio di Bologna ed il trattato di Tolentino fra Napoleone e Pio VI ed Ancona fu occupata dai francesi. Sfruttando l'occasione fu proclamata la Repubblica Anconitana, successivamente inglobata nella Repubblica Romana. Dal 1815, con la Restaurazione, il potere ritornò nelle mani del Papa fino al 1860 quando, con la battaglia di Castelfidardo, la provincia entra nel Regno d'Italia. Al momento dell'annessione il territorio provinciale si estendeva per 1937,7 km² con una popolazione di 176.490 abitanti, saliti a 416.611 nel censimento del 1971. Primo presidente eletto nel settembre 1861 fu il conte Lorenzo Fiorenzi di Osimo.

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